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 Le due Torri sono il simbolo di questa meravigliosa città, Bologna!
Entrambi sono pendenti e sono situate all’incrocio delle vie che portavano alle cinque porte della antica cerchia di mura.
I loro nomi (per chi non lo sapesse sono Torre degli Asinelli e Torre Garisenda) derivano dalle famiglie a cui secondo tradizione se ne attribuisce la costruzione.
Ecco alcune informazioni sulle due Torri
La Torre degli Asinelli venne costruita tra 1109 - 1019 da una famiglia di cui non si sa il nome e passò al Comune già nel secolo successivo. Alta 97,20 m presenta uno strapiombo di 2,23 metri ha una scalinata interna di 498 gradini terminata nel 1684.
La Torre Garisenda ha un altezza di 48,16 metri misura minore della Torre degli Asinelli che però supera con uno strapiombo di 3,22 m dovuto ad un precoce e maggiore cedimento del terreno e delle fondamenta. Dante che la vide ancora integra la paragona ad Anteo chinato nel XXXI Canto dell’Inferno.
Grazie per aver letto questo articolo,speranzosi di avervi fatto imparare anche cose che magari non vi servono.. ma non è mai detta l’ultima parola!!

Il Canale Navile è stato tracciato nel 1300 dai nostri avi ed è un’importante canale della pianura bolognese. Segue un percorso di circa 37 km. Il Navile nasce dal Sostegno della Bova, poco fuori da Porta Lame dove raccoglie anche le acque dell’Aposa e del Canale Di Savena. Il Navile si dirige poi verso Corticella, Bentivoglio e Malalbergo per poi finire la sua “corsa” nel fiume Reno. Il percorso del navile è interessante se si pensa che da quel piccolo Canale un tempo ci passavano tante imbarcazioni usate per il commercio, uno dei suoi principali utilizzi. Il Canale Navile è la principale testimonianza storica del sistema idrico artificiale che ha segnato per secoli il paesaggio urbano e lo sviluppo economico di Bologna. Si possono osservare le case che circondano il Canale, che a differenza di altre città, Bologna ha lasciato “indisturbate” cioè non le ha modificate nel tempo quindi le case che circondano hanno più di 100 anni. Il percorso affianco al navile è molto bello, e rilassante, in quanto è immerso nella tranquillità e nel silenzio della natura. Durante il percorso del Navile possiamo incontrare il Ponte Della Bionda, luogo in cui si svolgono diverse feste popolari.
Facendo il percorso del Canale Navile(vedi qui) si giunge al bellissimo Ponte Della Bionda, chiamato così perchè sembra che, durante i secoli in cui si usava il Navile come via di comunicazione, una bella donna bionda stesse sul Ponte ad intrattenere piacevolmente i navigatori che passavano lungo il Canale. La costruzione del Ponte avvenne nel 1600 e serviva per attraversare il Canale che in quel punto si biforca in due rami: il Canalazzo e la Fossetta. Quest’ultima ha lungo il suo percorso dei sostegni o chiuse che permettevano il superamento del dislivello del Canale.
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La Piazzola è il mercato storico di Bologna dove ogni venerdì e sabato ( dalle 6,30 del mattino alle 20,00 di sera ) si incontarno oltre 30.000 bolognesi al giorno in visita ai circa 400 stand in mostra.
All’ interno del mercato si possono trovare merceologie varie, ma soprattutto è famoso e visitato per la varietà dei prezzi riferiti alle merci in esposizione: da pochi centesimi di euro per merci a stock a prezzi più alti per merci provvenienti da Fine serie o Pronto moda.
Non rarissimi sono i casi in cui si trovano camicie firmate, pantaloni, giacconi a 3 o 5 o 10 Euro, sempre che, abbiate fortuna e siate i primi ad acquistare nel primissimo mattino. Si, perchè, le vere occasioni sono per l’ appunto per “pochi pezzi” e raramente si possono trovare nel pomeriggio, sempre che, il venditore non attenda di farsi più pubblicità nel migliore afflusso di utenza.
Fondamentale rimane comunque lo spirito della PIAZZOLA e del cliente abituale della Piazzola, che, ancora gustando il ” vero sapore del mercato” , contrattano sull’ acquisto di 2,3,5 pezzi.
Il contatto umano, la battuta scherzosa, la filosofia di vita, di questi commercianti da strada ( anche se ormai molti hanno anche negozi o capannoni all’ ingrosso ), in un mondo ormai chiuso in un apatia generalizzata, tutta contornata da TV. e Computer, rende ancora il mercato una cosa VERA, REALE, PREZIOSA , quasi da altri tempi.
E’ il primo Mercato all’ aperto che ha un PARCHEGGIO sottostante per il ricevimento clienti con una capienza di circa 1000 posti auto. |
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Bologna può vantare il portico più lungo del mondo; ben 3,796 Km senza soluzione di continuità da porta Saragozza fino al santuario dedicato alla Madonna di san Luca eretto sul Colle della Guardia a 289 metri sul livello del mare.Nel tardo medioevo il forte incremento della popolazione, dovuto principalmente allo sviluppo dell’Università, rese necessaria la costruzione di altre unità abitative e si provvide a ciò ampliando i piani superiori delle case esistenti con asporti retti dal prolungamento delle travi portanti e da mensole dette «beccadelli». Ampliando successivamente detti asporti i «beccadelli» non erano più in grado di reggere l’aumento di carico e si rese necessario scaricare a terra il sovrappeso tramite colonne in rovere . All’epoca quasi tutte le costruzioni, tranne le torri, erano relizzate nel medesimo materiale anche perchè il territorio attorno alla città era ricco di foreste di querce.
Nel 1288 per dare riparo ai commercianti, agli studenti della nascente Università, per rendere abitabili i pianterreni umidi e malsani causa il contatto con la fanghiglia e i liquami delle strade, venne promulgato un bando per cui nessun nuovo edificio doveva essre privo di portico alto almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri), cioè quanto un uomo a cavallo e largo altrettanto. A queste misure non ci si attenne scrupolosamente specie nelle zone più povere, l’importante fu che le case fossero munite di portici.
Il 26 marzo 1568 il Legato Pontificio mons. Giovanni Battista Doria e il Gonfaloniere Camillo Paleotti emisero un bando per cui, entro tre mesi, tutte le colonne lignee dei portici dovevano essere sostituite da colonne in laterizio o in macigno
Il Museo Civico Archeologico di Bologna è situato in pieno centro, all’interno di Palazzo Galvani che costeggia Piazza Maggiore e la chiesa di San Petronio. Il primo impianto dell’edificio risale al XV secolo, seguirono modifiche e ristrutturazioni fino al 1881, quando venne aperto al pubblico come sede del Museo. Il Museo è raggiungibile con gli autobus che portano in Piazza Maggiore.
L’ingresso è gratuito
Via dell’Archiginnasio 2
40124 BOLOGNA
Tel. 051-27.57.211
Fax 051-26.65.16
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 Via del Pratello è la strada degli artisti e dei poeti. La trovate in fondo a via Marconi svoltando a destra.
La via è tappezzata di osterie una di fianco all’altra e soprattutto una diversa dall’altra.
Ogni osteria infatti è un mondo a se, in una fanno vino speciale in caraffa servito su tavoloni di legno sulla strada, nell’altra solo birra bionda, nell’altra cibo sardo,ecc.
Via del Pratello è il luogo in cui le culture si mescolano, in cui gli studenti da ogni parte d’Italia e d’Europa si siedono, si conoscono e fanno mattina fra bicchieri di vino, sigarette, e discussioni.
Quando il tempo si fa clemente, se la sera, dopo un’ottima cena in via del Pratello, proseguite in direzione Piazza Malpigli vi ritroverete in piazza S.Francesco, circondati da un atmosfera surreale.
La piazza infatti è il luogo per eccellenza degli artisti che prendono un bicchiere di vino al barettino all’angolo e poi si siedono in cerchio con chitarre, bonghi e chi più ne ha più ne metta a cantare, suonare, raccontarsi.
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Nel 1390, sotto la guida di Antonio di Vincenzo, architetto progettista, ebbero inizio per ordine del Comune, che volle farne la basilica della città, i lavori per la costruzione della Chiesa di S. Petronio.
La chiesa, definita il più tardo monumento del Gotico in Italia e in Europa, fu edificata nel lato sud di Piazza Maggiore, su un’area ricavata comprando e demolendo otto edifici fra chiese, case e torri.
I lavori andarono piuttosto a rilento e l’interno fu terminato solo nel 1515.portale principale
Quarant’anni dopo fu iniziato il rivestimento marmoreo della facciata, su disegno di Domenico da Varignana, e nel 1659, dopo la costruzione delle volte della navata centrale,i lavori si interruppero e non sono stati più ripresi fino ai giorni nostri;la facciata è rimasta incompiuta.
Sebbene incompiuta, la basilica è la quinta del mondo per dimensioni: lunga 132 metri, larga 58 metri, alta 45 metri nell’interno e 51 metri nella facciata, può contenere 28.000 persone.
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Piazza Maggiore è la piazza principale di Bologna, ed è circondata dai più importanti edifici della città medievale. Il più antico è il Palazzo del Podestà, che chiude la piazza a nord, risale al 1200 ed è sormontato dalla Torre dell’Arengo. A questo fu aggiunto in breve il Palazzo Re Enzo, sotto al quale si apre la volta a crociera di un quadrivio pedonale. La piazza è chiusa ad ovest dal Palazzo Comunale (o d’Accursio), un monumentale complesso architettonico di origine trecentesca, attualmente sede del Comune di Bologna e del Museo Morandi, che costeggia anche l’attigua Piazza del Nettuno, al centro della quale sorge la fontana omonima (detta anche del Gigante) realizzata nel 1565 dal Giambologna.
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Santuario della Madonna di San Luca si eleva sul Colle della Guardia, uno sperone in parte boschivo a circa 300 m s.l.m. a sud-ovest del centro storico di Bologna. Esso si può raggiungere da porta Saragozza per una lunga e caratteristica via porticata, che scavalca via Saragozza con il monumentale e caratteristico Arco del Meloncello (1732) per poi salire ripidamente fino al santuario.Tuttora meta dei bolognesi per piacevoli e faticose passeggiate lungo i portici che collegano la città al santuario il tragitto viene tradizionalmente percorso in segno di pegno da scontare per ringraziare e festeggiare piacevoli eventi inaspettati o lungamente attesi.
E’classica la frase tradotta dal dialetto “SE SUCCEDE LA TAL COSA VADO A S. LUCA SCALZO” in relazione alla tradizione popolare che vedeva tra Ottocento e Novecento le parrocchie delle campagne effettuavano il viaggio al santo luogo a primavera, dopo la Pasqua.
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 Pagina dedicata alla collezione di fotografie e immagini curiose raccolte nel tempo e custodite fino ad ora nei cassetti dei nostri ricordi.
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Brandoli C. e C. sas
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